Tuesday, October 06, 2009

AFRICA AUSTRALE: dal Capo di buona Speranza alle Cascate Vittoria


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Sudafrica, Namibia, Botswana e Zimbabwe:

squali bianchi, leoni, il popolo Himba, le dune e le cascate più alte del mondo con contorno di salti nel vuoto, sciate sulla sabbia e rafting...

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Quasi 6.000 Km. ; più di 500 litri di gasolio; 1.500 km. di sterrato e tutto quello che ci si può aspettare dall'Africa.
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Un ringraziamento speciale alla Sig.ra Rosanna Reboldi ed al suo team della Eagles Rock Tours & Safaris di Windhoek in Namibia, in particolare a Kleopas, che hanno avuto la pazienza di "sopportare" la mia pignoleria e la capacità di soddisfare tutte le nostre richieste.
-------------------------------------------------------------------------------------------------Una segnalazione importante per quanto la Sig.ra Rosanna svolge nel nord della Namibia con i suoi progetti in un'area poverissima, quasi dimenticata, dove, parafrasando il titolo del romanzo di Carlo Levi, sembra che "Dio si è fermato prima del Kavango". Per saperne di più: www.ketuko.org
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"Babbo, guarda che roba forte che fanno in Sudafrica: nelle gabbie a vedere gli squali bianchi che ti girano intorno, esagerato!"-
-"Boia de! Ci si va?"-
Comincia così il progetto dell'Africa Australe.
Erano già alcuni anni che pensavamo, io e Mau di andare in Botswana e in Namibia, ma soprattutto per i costi molto alti, non ne facevamo mai di niente. Però gli squali bianchi e poi gli Himba e la duna 45...
Mi metto al pc e inizio a navigare, scorro decine di tour operator, vedo preventivi, chiedo i prezzi del giro che vogliamo fare noi perchè deve essere personalizzato, pacchetti così non ne trovo.
Naviga e naviga, sul sito del consolato onorario di Namibia in Italia (http://www.consolatonamibia.it/) trovo alcuni link di agenzie che operano in Namibia. Mi concentro su quelle gestite da italiani soprattutto per la lingua, visto la mia incapacità a parlare inglese.
Skype si dimostra di un'utilità spaventosa, una vera autostrada telematica per mettere in contatto telefonicamente in tutto il mondo e per di più gratis. Parlo con diversi operatori e alla fine la scelta cade sulla Eagles Rock Tour & Safaris (http://www.eaglesrock.com/). Con la signora Rosanna concordiamo il percorso, le tappe, i pernottamenti e piano piano il progetto prende corpo. Anche con il prezzo ci siamo, manca il volo, ma siamo a ottobre 2008 e la partenza è prevista per settembre 2009...
Trovo anche i voli, costano uno stonfo, ma a meno non si trovano: così a metà novembre simulo una prenotazione con British Airways. Clicco su "itinerari complessi" sulla home di http://www.britishairways.com/ e con 1.118 Euro si può partire il 14 settembre da Pisa per Londra Gatwick, poi Heathrow - Città del Capo e ritorno il 3 ottobre da Victoria Falls, via Johannesburg, solito cambio a Londra e rientro a Pisa il 4 ottobre. Meglio non trovo e così faccio la proposta a tutto il gruppo, otto persone compreso me:
-"Allora, gente, la proposta quasi finale è questa: volo British per Città del Capo, ritiro del furgone combi Wolkvagen Caravel all'AVIS, due pernottamenti all'Ahanti Lodge, attività shark diving o shark view per chi non si immerge; tappone oltre confine in Namibia, pernottamento solo logistico, proseguimento fino al Sossusvlei con due pernottamenti all'Hoodia Lodge, attività visita delle dune; poi a Walvis Bay due pernottamenti con possibilità di fare sandboarding nel deserto dietro a Swakopmund e motorata con i quad; un pernottamento al Camp Korixas per visitare Twifelfontein, poi Opuwo e le Epupa Falls per gli Himba. Tre giorni in Etosha per i safari, pernottamenti all'interno del parco nei lodge di Halali e Okaukuejo. Tappa a Rundu al n'Kuazi Lodge per avvicinarsi al confine col Botswana, si lascia l'auto a Kasane e da lì ci trasportano con le navette prima al Kubu Lodge, due notti, nel Chobe con possibilità di fare safari e boat cruise e poi all'Amadeus Garden Lodge in Zimbabwe dove staremo due notti e si potrnno fare rafting sullo Zambesi e altre attività come zip-line e gorge-swing per chi se la sente, oltre che vedere le Cascate Vittoria. Prezzi: 1118 per i voli, 1850 per i servizi a terra, auto compresa con il massimo delle assicurazioni, tutte le colazioni e nove cene nei lodge più isolati e lo shark diving già compreso. Da aggiungere gli altri pasti liberi, il gasolio e gli ingressi ai parchi."-
Il consenso arriva unanime e così per diversi mesi divento una "spina nel fianco" della sig.ra Rosanna e di Kleopas per definire tutto al meglio. L'11 dicembre prenotiamo i biglietti del volo presso l'agenzia Bluvacanze di Livorno che si serve di Cisalpina e che risulta molto economica come commissione, oltre al prezzo del biglietto infatti paghiamo solo 40 euro a ticket, ma in ogni ticket ci sono 4 nominativi per cui la commissione è di 10 euro a persona.
Penso che venga spontaneo a chi legge pensare che prenotare a dicembre per il settembre seguente sia un po' eccessivo, ma non è così. Primo perchè è possibile avere prezzi migliori per i voli, secondo, ma non meno importante, se si vuole pernottare all'interno del parco di Etosha, occorrono diversi mesi di anticipo, in quanto la capienza è limitata e le richieste tantissime. Infatti noi volevamo la prima notte a Okaukuejo e le altre due ad Halali, in modo da essere più vicini all'uscita, ma non è stato possibile. Abbiamo avuto ad Okaukuejo la terza notte, dovendo fare 70 km. di sterrato in più. E questo prenotando 8 mesi prima.
E così si arriva al 14 settembre 2009. Con i bagagli limitati al minimo (devo essere stato odiato da tutti per le pressioni che ho fatto) ci imbarchiamo sul volo BA2601 da Pisa per Gatwick. Ore 12:05. Arrivo 13:15 (- 1 ora di fuso orario). Trasferimento faticosissimo (treno più due metro) a Heathrow e volo BA59 per Cape Town. Ore 19:25. Arrivo ore 08:00 del giorno dopo. E' la prima volta che voliamo BA e dobbiamo dire che sono molto efficenti, anche i pasti non sono male. Poi abbiamo la fortuna che ci assiste una hostes italiana, incontrata in aereoporto, che lavora per la British.

Atterraggio puntuale e il 15 settembre siamo a Cape Town. Ad attenderci c'è una escort dell'Ashanti Lodge (www.ashanti.co.za) con tanto di cartello "Paolotti group". Ci accompagna a ritirare l'auto, il combi WolkVagen Caravel cosa molto rapida, e poi la seguiamo fino all'albergo. 30 euro per tutto il gruppo spesi bene, non ci perdiamo e risparmiamo un sacco di tempo.
Sorge un piccolo problema, le camere non sono proprio come mi ero raccomandato che fossero, decenti e con i servizi privati, chiamo la sig.ra Rosanna e in pochi minuti il problema è risolto, ci spostano in camere decisamente migliori.
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Nota:
per avere un contatto telefonico continuo con l'agenzia abbiamo attivato una carta SIM in Sudafrica con la MTN mobile. Con due Rand (20 cent di euro) si compra la tessera e la si può attivare caricando la cifra che si vuole. Consiglio di mettere poco se come noi si sta pochi giorni in Sudafrica, perchè si può chiamare in Namibia, ma una volta lì, non è più utilizzabile. Infatti noi abbiamo dovuto attivare una SIM nel primo lodge in Namibia MTC mobile, costi veramente irrisori rispetto all'Italia, semplicità di attivazione incredibile, abbiamo chiesto alla reception e zac, fatto, senza tante storie. Con 50 $ Namibiani (5 euro ca.) abbiamo fatto diverse telefonate. Funziona anche con le internazionali.
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Ma non è l'unico problema: ci informano che causa mare molto mosso lo shark diving è sospeso. Colpo tremendo. Anche perchè abbiamo già pagato. Ma non è tanto per i soldi, che ci dicono saranno restituiti in qualche modo, quanto per il fatto che siamo a Cape Town per quello. Mentre ci lamentiamo fra di noi, una ragazza dello staff ci dice che lei sa di una barca che esce egualmente anche con quel mare. Rapida consultazione ed io, Mau e Lisa si decide di fare l'uscita, naturalmente pagando di nuovo 1450 Rand (140 euro). Sistemata la faccenda, abbiamo parte della mattina e tutto il pomeriggio libero e così si va al Capo di Buona Speranza.
Prendiamo la M3 e poi la M4 verso sud e fatti un'ottantina di km. arriviamo al Cape Point del Cape of Good Hope Nature Reserve. La strada è molto bella e panoramica. Informatevi sugli orari di chiusura del gate che sono stagionali, comunque tra le 17:00 e le 18:30. Paghiamo 60 rand p.p. e da qui inizia la raffica di foto che non cesserà più fino al rientro. Il Capo, non si smentisce, tira vento, fa freddo e il cielo è nuvoloso. Il mare mosso. Ma altrimenti che Capo di buona Speranza sarebbe...Foto di obbligo del famoso cartello che indica tutte le distanze dalle principali città del mondo e a quello dove è indicata la latitudine e la longitudine. Tornando indietro ci fermiamo alla marina di The Boulders per vedere la colonia di pinguini. Mancano pochi minuti alle 17:00 e ci fanno entrare per miracolo. Ce ne sono veramente tanti, anche se praticamente si stanno ritirando nella vegetazione per andare a dormire, forse era meglio fermarsi al mattino, quando invadono la spiaggia.
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La sera per cena scoviamo un ristorantino vicino al lodge niente male: Ocean Basket (http://www.oceanbasket.co.za/). Tutto pesce buonissimo a prezzi contenuti. Prendiamo un "Platter for 1", c'è un po' di tutto, cozze gratinate, filetto di pesce, gamberoni, anelli di calamaro, ecc., tutto alla griglia per 80,50 Rand (8 euro) compreso il contorno di patatine fritte che fatichiamo a finire.
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La mattina dopo, 16 settembre, vengono a prendere me, Lisa e Mau prima delle 06:00 per portarci a Gansbaai, quasi 150 km. da Cape Town, da dove parte lo shark diving.In effetti partono solo due barche, oltre la nostra. Ci fanno il briefing e via, su onde di 3 - 4 metri. Va tutto bene finchè la barca non si ancora a ridosso di un'isoletta piatta dove vive un'enorme colonia di foche (per questo ci sono gli squali bianchi). Ci si immerge a squadre di 7 e mentre aspetto il mio turno per entrare nelle gabbia, con tanto di muta da 7 mm. addosso, inizio a sentir montare il mal di mare.
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se vuoi scaricare il film completo: su e-Mule cerca: Africa Australe. Namibia. Safari (2,80 GB)
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Su qualche barca e su qualche nave ci son stato, mai sofferto. Ed invece arriva. Fortunatamente riesco a fare l'immersione, a vedere i bestioni di 4 metri che rasentano la gabbia, con gli occhi a palla e i denti che si sporgono quando aprono la bocca. Per di più ingoio una boccata d'acqua salata ed è la fine. Quando torno in barca comincio a stare malissimo e do l'anima. Ora capisco chi soffre il mal di mare abitualmente. Mi riprendo un poco quando a terra ci fanno vedere il filmato, ma fino a sera ho i postumi del malore. Ci sarebbe anche il tempo per salire sulla Table Mountain, ma tira vento e la cabinovia è chiusa. Meno male che c'è il ristorante che avevamo trovato la sera prima, una bella mangiata di pesce risolve la situazione.
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Mangiamo e facciamo il punto per il giorno dopo: -"Allora, domani 17 settembre, ci aspettano 820 km. di strada, fortunatamente tutta asfaltata. Dobbiamo Prendere la N7 direzione nord. Si passa il border a Vioolsdrif (Noordoewer in Namibia) e proseguire sulla B1 per Grunau dove pernotteremo al Grunau Country House (www.grunauch.iway.na) in DBB.



E' una tappa di avvicinamento al deserto Naukluft ed in particolare al Sossusvlei con le sue dune che lo circondano. Il border sta aperto 24h., ma sarebbe meglio arrivare prima che venga buio, non ci aspettiamo gran che... Invece il lodge è carino, il luogo un po' desolato, praticamente 4 case in mezzo al niente, ma la torretta con il logo dell'albergo è illuminata da un bellissimo tramonto. Le camere carine e con il riscaldamento con pompe di calore (la notte farà sempre freddino fino a che saremo in zona desertica) e la sala da pranzo molto bella. Il cibo è buono, il personale gentile (è qui che acquistimo la sim telefonica namibiana). La signora Marie, che gestisce la casa è molto gentile e molto middle europea. Sembra di essere in Olanda, anche i piatti sono di porcellana in stile.
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Il giorno dopo, 18 settembre, ci mettiamo alle spalle Grunau. Davanti ci sono 560 km. di cui 150 di sterrato, che ci porteranno al Hammerstein Lodge (DBB) (www.hammerstein.com.na). Continuiamo sulla B1 verso nord, passiamo Keetmanshoop e proseguiamo per Mariental, dove lasciamo la B1 per prendere a sinistra la C19. Viaggiamo ancora sull'asfalto fino a Maltahohe, un piccolo villaggio dove ci fermiamo a mangiare nel ristorante dell' hotel. Ottime bistecche con patatine e verdurine grigliate e, sorpresa, anche un coro gospel fatto dal personale del lodge, simpaticissime ragazze di colore molto variopinte nei loro abiti da lavoro. Cantano e ballano bene. Lasciamo loro un po' di Rand per la chiesa del cui coro fanno parte. Appena passato il villaggio inizia la strada sterra. Prendiamo per Sossusvlei.
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Prima la C14 per un breve tratto e poi la C19. Le strade, anche quelle sterrate e tutte le deviazioni per i lodge sono sempre ben segnalate ed è difficile sbagliare strada, anche perchè in molti casi ce n'è una sola e quindi impossibile confondersi.
L'impatto con le gravel road namibiane è "ad alta vibrazione", nel senzo che l'auto inizia a vibrare tutta, tanto che alla fine avremo perso due copricerchioni, si sarà staccata una luce nel bagagliaio e altre cosette, ma si possono tenere tranquillamente gli 80 / 90 all'ora, anzi se si va piano si sentono di più le vibrazioni. Solo bisogna stare molto attenti ai dossi e alle cunette che si presentano spesso, in corrispondenza di tutti i corsi d'acqua asciutti, e che diventano pericolosissimi se affrontati a velocità elevata, molti sono segnalati con anticipo, ma conviene sempre stare in campana e prevenirli, rallentando se si intravede o anche solo si sospetta un avvallamento.
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L'Hammerstein Lodge è ben segnalato, prendiamo a destra (a proposito, dimenticavo di dire che sia in Namibia che in tutti gli altri Paesi del viaggio, la guida è a sinistra, ci si abitua in fretta, anche se ogni tanto si cerca il cambio con la mano destra...) per la buona pista e fatti alcuni chilometri ci appare la struttura. Ci accoglie una piccola antilope quasi domestica e un simpatico ragazzo che sarà la nostra guida. Gli alloggi sono carini, i servizi buoni, l'acqua calda. Caratteristica del lodge è che hanno alcuni animali che hanno salvato e che tengono in una vasta area recintata. Facciamo il giro e possiamo vedere a due metri di distanza Lisa, una splendida femmina di leopardo e addirittura possiamo provare l'emozione di carezzare (Tami addirittura ne abbraccia uno) i ghepardi. E pensare che all'Hammerstein ci siamo capitati per un disguido, un errore di prenotazione all'Hoodia (stessa catena) dove dovevamo fare due pernottamenti e ce ne hanno assegnato solo uno. Devo dire che mi sento di consigliare a che dovesse recarsi da queste parti, di non perdersi di passare una notte all'Hammerstein.
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Il mattino dopo, 19 settembre, partiamo comodi, tanto non ce la facciamo a vedere il sorgere del sole sulle dune, dal lodge a Sesriem ci sono 60 km. e poi decidiamo di passare prima a lasciare i bagagli all'Hoodia Desert Camp (www.hammerstein.com.na). Anche questo lodge è ben segnalato, la freccia indica a destra, rimaniamo solo un poco interdetti perchè la strada privata è chisa con un cancelletto, ma basta solo togliere un gancio ed aprire, ricordandosi di richiudere una volta passati. La pista è veramente brutta, molto acciottolata e non si possono fare più di 30 all'ora per i 6 km. da percorrere. Ma la location è fantastica. Un pugno di bungalow con il tetto di paglia (ma i pannelli solari per l'acqua) ed i muri in pietra con un padiglione centrale addossati ad una montagna sulla riva di un dry river, completamente immersi nel bush, con contorno di antilopi e gnu liberi nella savana. Gli interni non sono da meno, un ampio salone con caminetto, sala da pranzo sulla piscina e le camere molto belle, con bagno con due lavabi e doccia interna ed esterna. Servizio impeccabile anche a tavola. Anche troppo, si rasenta il lusso, a noi bastava meno. Ci danno anche le torce per tornare alle casette, non c'è illuminazione e questo ci regala uno dei più bei cieli stellati mai visti, si vede benissimo la croce del sud e la via lattea sembra una nuvola di stelle.
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Ma questo avviene la notte, nel frattempo, lasciati i bagagli, ripercorriamo la pista e prendiamo la C19 e poi la C27 fino a Sesriem dove c'è il gate per entrare nel Sossusvlei. Gli orari sono dall'alba al tramonto, quindi variano secondo la stagione, ma sono esposti. Noi alle 19:00 dobbiamo essere fuori. Paghiamo i permessi per l'ingresso e percorriamo i 45 km. asfaltati per arrivare alla duna 45. Emozione. E' più bella che in foto. Proviamo a salire. Tira un vento fortissimo che spazzola la cima facendo volare la sabbia come un ciuffo enorme di capelli, rosso in contrasto con l'azzurro del cielo. Il vento ci rende estremamente difficoltoso avanzare e la già faticosa ascesa diventa impossibile. E' circa mezzogiorno e il sole è a picco, saliamo fino alla prima ansa e poi torniamo indietro, troppo caldo e troppo vento.
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Torniamo in auto e facciamo i restanti 20 km. fino a dove dobbiamo lasciarla perchè possono proseguire solo i 4x4. Prendiamo le navette e fatti circa 6 km. di pista sabbiosa, raggiugiamo Sossusvlei. Siamo nel mezzo delle dune più antiche e più alte del mondo. Big Daddy, 390 metri, Big Mama 350 metri.
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Visitiamo Dead Vlei, con i suoi alberi morti, come pietrificati. Sembra di essere su marte, il rosso domina, il silenzio è rotto solo dal vento. La navetta (simile alle auto per i safari), oltre che a portare a Sossusvlei, compie il giro completo dei luoghi più famosi. Il driver è gentile, ci mettiamo d'accordo, ci lascia da soli e ci verrà a riprendere più tardi. Mancia assicurata.

Torniamo alla duna 45 con il sole che si abbassa. Il rosso è più intenso, il gioco di ombre e luce fantastico. Sarebbe questo il momento di salire, ma siamo troppo stanchi. Mi sento di consigliare a chi voglia salire di farlo un'ora circa prima del tramonto, per la bellezza dei colori, perchè il sole picchia meno e c'è ancora del tempo prima che chiudano i cancelli.

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Si torna all'Hoodia e già sapete com'è accogliente il lodge.
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La mattina del 20 settembre percorriamo sulla C19 prima e sulla C14 poi, i 330 km. sterrati che ci porteranno a Walvis Bay.
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Nota:
prima di partire mi ero immaginato la polvere che avremmo sollevato. Così avevo chiesto a tutti di portare dei sacchi di plastica grandi (quelli da immondizia) dove infilare i bagagli. Idea geniale, anche se non elegante, che ha preservato bagagli e indumenti!
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Lo sterrato è buono e subito dopo il passo Gaub, vediamo il cartello che indica il Tropico del Capricorno. Una sosta e le foto di rito sono obbligatorie

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Walvis Bay ci si presenta come una bella cittadina nord europea. Casette in legno, villette, più bianchi che gente di colore, bei negozi, pensate che le antenne dei ripetitori per i telefoni cellulari sono camuffate da palme per non sciupare il panorama. Arriviamo al Pelican Hotel (www.united-hospitality.com), proprio in riva all'oceano, di fronte ad un molo di palafitte su cui c'è un famoso ristorante: il Raft. Sistemiamo le cose nelle camere e la prima cosa che facciamo è andare a Swakopmund per prenotare il sand boarding e la motorata con i quadbike. Troviamo con difficoltà Alter-Action (www.africa-adventure.org/a/alteraction/index.htm), è dentro ad un albergo al centro della Main street, parliamo con Beth alla quale avevo mandato una mail dall'Italia ed è fatta.
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I prezzi sono quelli, 350 R. up, 250 down (con il tappetino) e 500 R. la motorata. Si paga il giorno dopo, al termine delle attività. Nel tornare a Walvis ci fanno anche una multa, 100 R. perchè non abbiamo il contrassegno del Sudafrica accanto alla targa. Paghiamo e niente ricevuta. Va beh, sono 10 euro, però di solito la polizia le ricevute le da. Ceniamo al ristorante dell'albergo, a buffet e prezzo fisso di 150 R. più le bevande. La mattina del 21 settembre si torna a Swakopmund, saliamo su di un furgone e ci portano in mezzo al deserto. Questo è un sandbording. Le dune sono alte (una fatica cane a salire e risalire) e ripide. Per la gioia di Mau c'è anche il trampolino per i salti chi fa up. Chi usa, come me, il tappetino, scende veramente forte, se ci si lascia andare si fanno anche i 70 all'ora.
(Puoi vedere il video anche su YouTube, clicca sul seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=BxwqayrdVfY&feature=channel )
Fanno fare anche un paio di discese a Tami che si è rotta il polso pochi giorni prima di partire e di conseguenza ha il braccio sinistro ingessato fino all'ascella: se la prende l'istruttore seduta sulla sua schiena e giù... Non vi dico le risate. Nel prezzo è compreso anche un lunch spartano ma sostanzioso fatto di panini fantastici fatti da un fornaio italiano (avevamo visto il forno vicino all'agenzia), affettati, formaggio e sabbia (ce la ritroveremo in ogni dove per giorni) e le bibite. Sono anche gentili perchè a Tami non faranno pagare il sand boarding, anche se era prenotata. Senza soluzione di continuità, ci spostiamo in un'altra parte del deserto e saliamo sui quad. Due ore di motorata su dune alte e compatte, salite e discese e poi improvviso, l'oceano davanti e il deserto dietro. Un'esperienza da provare.
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La sera ceniamo al The Raft (theraft@iway.na). Anche quella è un'esperienza da provare. A chi piacciono le aragoste e i crostacei in genere, o comunque il pesce. Prezzi sicuramente più contenuti che in Italia. Esagerando si può arrivare a 50 euro. E già che siamo attorno ad un bel tavolo, definiamo la tappa del giorno dopo: -"Allora, domani abbiamo due possibili strade per arrivare al Camp Xaragu (http://www.xaragu.com/), primo campo tendato, dove saremo in DBB e dove non c'è corrente, per cui ricaricate ogni apparecchio stasera. Possiamo fare la C34 fino a Hentiesbaai e poi prendere la C39 verso Korixas, tutto sterrato, oppure fare tutta la costiera, la strada di sale C34 fino a Torra Bay e poi la C39 verso est, è un po' più lunga, ma dovrebbe essere migliore e poi si può andare a vedere Cape Cross e fare un tratto della Skeleton Coast."
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Decidiamo per la strada costiera e così il 22 settembre vediamo una nave arenata ed entramo nella famosa Skeleton Coast. Inoltre la strada è buona, si fanno tranquilli i 110 all'ora. Ci fermiamo a Cape Cross a vedere la colonia di foche. Ce ne sono di tutte le età. Piccoli che succhiano il latte, adulti che si accoppiano, maschi che lottano. Vale il prezzo del biglietto. Solo dopo Torra Bay la strada torna sterrato puro e crudo. Oltertutto in un nulla assoluto. Un deserto piatto, sassoso e ventoso.



Ci fermiamo subito dopo il bivio per mangiare e -attenzione- ci insabbiamo. Sembra duro il bordo strada, invece si affonda. Ci tiriamo fuori a spinta e ci facciamo il pranzo.
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Nota
: durante le tappe di trasferimento abbiamo sempre mangiato al sacco. Facevamo la spesa nei piccoli supermercati che ci sono anche nei villaggi più piccoli, si trova di tutto e ci fermavamo in una delle tante aree di sosta lungo la strada.
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Camp Xaragu è molto Hemingwayano. Tende grandi, con patio e poltroncine e un bel letto. Zanzariere e bagno sotto le stelle, recintato, ma senza tetto. La doccia è calda, in ogni dove hanno i pannelli solari per l'acqua calda. Come previsto non c'è corrente, ma lampade ad olio che non riusciamo a tenere accese. Meno male che almeno io ho una torcia elettrica. Mi sento veramente in Africa. C'è stato anche il tempo per visitare Twifelfontein. Molto rapidamente pechè stavano per chiudere, qui alle 5 del pomeriggio fanno tutti festa. Non rieco a vedere la roccia che sembra la bocca di un drago se non da lontano.

Le pitture rupestri non sono molto apprezzate dagli altri, per me invece hanno un certo fascino. Come tutta la location che è immersa in anfiteatro di rocce rosse.
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Il 23 settembre ci lasciamo Camp Xaragu alle spalle e percorrendo la C39 fino a Korixas e poi la C35 ci apprestiamo a divorare i 432 km. che ci separano da Opuwo. Avevamo chiesto quale strada fare, perchè anche qui c'erano due opzioni e ci era stato consigliato di fare la più lunga perchè migliore, ma non ci avevano detto che dopo Korixas era tutto asfalto e per giunta nuovo di zecca. Dopo Kamanjab, di fronte al Galton Gate, l'ingresso ad Etosha riservato ai fuoristrada autorizzati, troviamo il primo ceck-point veterinario (?). La polizia controlla i documenti e ci chiede da dove veniamo e dove andiamo. Anche la C41 è asfaltata e così arriviamo al Mopane Camp (mopane@iway.na - www.natron.net/mopane-camp/main.html) , tre km. prima di Opuwo e 2,2 km. di pista sterrata a destra, nel primo pomeriggio. Anche qui siamo in DBB. Anche questo è un bel campo tendato, le tende sono più belle del Xaragu. I letti con tanto di asciugamani a mo di coreografia. Non c'è la corrente, ma un gentile addetto si occupa di prendere le batterie con l'impegno, mantenuto, di riportarle cariche alle 8 del mattino e le lampade portatili sono a batteria. La sera ceniamo in stile, con i cibi cotti sulla brace di un fuoco acceso nel giardino. Mangiamo il primo game da che siamo in Africa: kudu, una specie di antilopona.
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Raccolte le batterie e caricate macchine fotografiche e telecamere, la mattina del 24 settembre ci avviamo a fare una delle tappe più attese. 197 km. di ottimo sterrato sulla C43, ex D3700 (sempre attenzione alle cunette dovute ai fiumi asciutti), che ci porteranno alle Epupa Falls e a vedere la popolazione Himba. Arriviamo che non è ancora mezzogiorno. Il lodge, l'Omarunga Camp (www.natron.net/omarunga-camp/main.html) dove siamo in DBB, è molto carino, gestito da europei, forse tedeschi o olandesi, è un campo tendato molto chic, in un bel parco con palme e alberi, sulle rive del fiume Epupa. E c'è pure la corrente elettrica e tante prese. Sistemiamo i bagagli e ci informiamo per poter visitare un villaggio Himba. Ci dicono che le escursioni ufficiali del lodge sono solo alle 9 di mattina, ma ci possono presentare una guida privata che per 450 R. ci può condurre con il nostro furgone.
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Detto fatto, ci stringiamo e prima passiamo nel piccolo store ad acquistare farina, zucchero ed altri generi da portare in dono. Ce la caviamo con 180 R. per tutto il gruppo, una sciocchezza, ma molto per loro. Il ragazzo, che scopriremo poi essere un Himba che ha studiato, risulta essere indispensabile per la visita. Ci presenta alla capo villaggio e ci spiega molte cose. Ma sinceramente siamo troppo presi a fare raffiche di foto e filmati, per ascoltarlo. Ci fanno vedere dove vivono, come nella parte superiore delle capanne vi sia il magazzino viveri, come fanno l'unguento con cui si spalmano il corpo e per cui hanno la pelle di quel colore rosso ocra, capiamo che le bambine hanno due treccine piegate in avanti e i maschi una indietro. Non vi sono maschi adulti perchè sono tutti fuori a condurre il bestiame, eccetto uno che dovrebbe essere il capo villaggio. Ci spiegano che le donne si possono fare le caratteristiche acconciature e spalmarsi il corpo con l'unguento solo dopo la pubertà ed infatti c'è una ragazzina che ancora non può farlo e deve stare a capo coperto. Non sappiamo quanto ancora questo popolo fiero delle loro tradizioni potrà vivere come i propri avi, quanto ancora non sarà permeato dalla civiltà occidentale.
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Di certo cominciano a scoprire il valore del denaro, imparano frasi in inglese, soprattutto i giovani venendo a contatto con i turisti ne sono contaminati dal modo di vita che in parte li affascina. Certo che ancora fasce di ingenuità li avvolgono e li rendono speciali. Ne ho la prova quando, visto come lo guardano incuriosite e lo toccano con sospetto, faccio fare dei segni sul gesso al braccio di Tami con un pennarello rosso. La ragazzina rimane stupita del fatto che scriva, non lo sa tenere in mano ed alla fine se lo aggancia alle collanine che ha al collo come fosse un gioiello. Il pomeriggio facciamo un trekking lungo l'Epupa, il tracciato è molto wild, ma essendo la fine della stagione secca, le cascate sono povere d'acqua e quindi non rendono tutta la loro bellezza.
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Naturalmente non ci facciamo mancare di fare un bagno nelle acque del fiume che fa da confine con l'Angola, anche se dei cartelli avvertono che potrebbero esserci coccodrilli.




Come sempre dopo cena facciamo il punto per l'indomani: tappone di 776 km., ma tolti i 197 sterrati della C43, poi sarà tutto asfalto.
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Così il 25 settembre riprendiamo la C41 ad Opuwo e poi la C35 verso sud fino a Kamanjab. Ci immettiamo poi sulla C40 e prima di Outjo voltiamo a sinistra verso nord sulla C38 che ci porterà fino ad Okaukuejo. Sulla C35, prima di Kamanjab, ritroviamo il ceck point veterinario. La polizia ci controlla i documenti e ci chiede da dove veniamo e dove andiamo, sembra il film con Benigni e Troisi, "Non ci resta che piangere" -Chi siete, dove andate, un fiorino-, ma da qui ne troveremo ancora di questi posti di blocco con tanto di cancello vero e proprio a sbarrare la strada.
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Entriamo in Etosha National Park (www.nwr.com.na) dall'Anderson Gate. Gli orari anche qui sono dall'alba al tramonto, ma sono segnalati bene con dei cartelli simili ad orologi. Purtroppo abbiamo la sgradita sorpresa che, pur dormendo all'interno, il prezzo dell'ingresso si intende per giorno e quindi ci fanno pagare tre ingressi a testa, 240 R. a testa più 30 dell'auto.
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Nota:
se non dormite in uno dei lodge all'interno del parco (Okaukuejo, Halali e Namutoni), la sera dovete uscire. Se invece pernottate dentro, al tramonto dovete essere dentro il lodge. Noi che la prima sera ci eramo attardati per fotografare il tramonto, siamo stati scortati fino ad Halali dai rangers piuttosto incavolati. Guidare con il buio diventa pericoloso a causa dei tantissimi animali.
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Allora: i safari, o game come li chiamano loro, in Etosha, di giorno si possono fare self-drive su tutte le strade principali (rigorosamente sterrate, limite 60) e le deviazioni consentite che portano alle pozze. Obbligo di stare chiusi nelle auto, guai a scendere o tenere le portiere aperte. Figuriamoci se noi, avendo i portelloni scorrevoli si stava chiusi, infatti ci beccano subito e ci urlano closed the door. Però iniziamo bene, nel tragitto da Okaukuejo a Halali, vediamo una jeep ferma, rallentiamo e zac, primo dei big five, un leopardo nel bush, tra gli arbusti. All'inizio ci sembra una leonessa, ma poi lo distinguiamo bene, è a trenta metri di distanza, riusciamo a fotografarlo e a filmarlo, anche se dopo pochi secondi scompare tra l'erba alta. Ci galvaniziamo, ma per tutto il pomeriggio non vedremo più altro che zebre e antilopi e un paio di giraffe.
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Come già detto ci scortano in Halali, ma alla fine i rangers si dimostrano meno arrabbiati di come sembrava, anzi ci danno una mano alla reception. Prendiamo possesso dei lodge. Sono suite vere e proprie con tanto di nome: Leopard, Elephant, Rinho. Salottino, letto enorme, aria condizionata, bagno con doppi lavelli e doppia doccia in ottone lucidato, vetro sopra il letto per vedere le stelle, zanzariere immacolate e vasca idromassaggio nel giardino. Rosanna e Kleopas si sono superati. Veramente troppo. Siamo in BB, ma le cene si fanno al ristorante del lodge (e dove, altrimenti) a prezzo fisso sui 150 R. I pranzi, come sempre al sacco, durante i game, con i cestini da 5,50 R. acquistati al ristorante.

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La mattina del 26 settembre prenotiamo un game con guida per il giorno dopo, partenza alle 06:00 am. e poi iniziamo il nostro self-game tornando verso Okaukuejo, dove abbiamo intenzione di prenotare un game guidato notturno. Guidiamo tranquilli, abbiamo intenzione di raggiungere e sostare presso alcune pozze, come Rietfontein, dove si dice è possibile avvistare i leoni. Vediamo alcune auto ferme e una jeep aperta dei ranger. Sulla nostra sinistra si intravedono degli elefanti che vengono verso di noi e che attraversano la strada molto vicini. Sono enormi. Ci muoviamo per seguirli, li affiancamo e ci fermiamo quando si fermano loro. In alcuni momenti li abbiamo a non più di 20 metri. Poi vediamo due jeep dei game guidati che si infilano in una deviazione e si fermano, li seguiamo e davanti a noi ci sono una leonessa e tre cuccioloni sdraiati nel mezzo della strada. Tanto brighiamo e manovriamo che alla fine siamo in prima fila.
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Ci sporgiamo dai finestrini e se ci beccano i ranger pazienza, giù raffiche di foto. Stiamo una mezz'ora, poi la leonessa si muove, seguita dai cuccioloni, quando arriva a 4/5 metri si schizza dentro all'auto e si chiude tutto. Qualcuno addirittura chiude le sicure. Rasentano il furgone, sono a meno di un metro. Proseguono sulla strada. Facciamo inversione con una manovra e li seguiamo. Si fermano a bere in una pozza lasciata da una leggera pioggia notturna ai margini della strada. Vediamo chiaramente le lingue aspore l'acqua. Poi si infilano nel bush e scompaiono mentre i cuccioli accennano a giocare tra di loro. Non c'è male, come mattina.
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Raggiungiamo la pozza, ma nonostante vi sia acqua, non ci sono animali, così ci avviamo verso Okaukuejo. Prenotiamo il game notturno e andiamo verso le pozze di Adamax e Okondeke a nord di Okaukuejo. Struzzi, gnu, gazzelle a centinaia, orici, zebre che non si contano, diverse giraffe e sullo sfondo il Pan, il grande vuoto, il deserto salato dove non cresce neppure un filo d'erba. Mangiamo in macchina e al pomeriggio si torna verso Halali. Ci fermiamo alla pozza Aus e vediamo un bel branco di elefanti. Rientriamo ad Halali. Dopo cena andiamo alla pozza dietro il lodge. E' illuminata quanto basta, ma vediamo solo una iena e un'elefante. Non stiamo molto perchè la mattina dopo ci si alza presto.
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Ore 06:00 del 27 settembre. Saliamo sul fuoristrada scoperto che è ancora buio. Le copertine con cappuccio di dotazione si dimostrano molto utili. Fa freddo mentre si viaggia. Improvvisamente la guida si arresta bruscamente. Nella luce dell'alba, ai margini della strada, ancora semiaddormentati, ci sono un leone maschio e quattro leonesse. Si alzano, si stirano, si muovono e li seguiamo. E' un bel maschio. Li fotografiamo per una mezz'ora, poi si allontanano nella savana. Dopo questa fortuna, non vediamo più niente, se non le solite zebre e gazzelle, ce ne saranno migliaia. Torniamo al lodge e proseguiamo con i self-game. Torniamo a Rietfontein e ci appostiamo. Vengono a bere centinaia di gazzelle e di zebre. Poi in lontananza appare una giraffa. E' molto sospettosa e ci impiega 20 minuti a raggiungere l'acqua, ma la pazienza è ripagata dal vederla bere, allargando le gambe in una posizione che la rende molto vulnerabile. Quindi ci rechiamo a Okaukuejo e prendiamo possesso delle camere. Non sono all'altezza di Halali, ma anche qui sono veri appartamentini con salottino, aria condizionata e lettoni con gli asciugamani ripiegati scenograficamente.




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Okaukuejo ha una pozza artificiale molto importante a cui vengono a bere moltissimi animali. Restiamo lì l'ultima parte del pomeriggio e vediamo ben 4 giraffe che bevono, riflesse nella pozza. Andiamo a cena alle 19:00 perchè alle 20:00 abbiamo il game notturno. La guida illumina il bush con una lampada rossa in cerca degli occhi degli animali che se colpiti brillano. Abbiamo chiesto specificatamente di cercare i rinoceronti, ma vediamo solo kudu, e le immancabili gazzelle. Poi un'elefante che mangia tranquillo. Improvvisamente il driver esce dalla strada e si inoltra con la jeep nella savana. Noi non abbiamo visto niente, ma lui va dritto sicuro. Accende i fari dell'auto e in lontananza appare la sagoma di un rinoceronte che fugge. Non riusciamo a fare foto decenti perchè è troppo distante, ma almeno lo abbiamo visto.
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Torniamo sulla strada e incrociamo i quattro leoni del mattino, il maschio e le quattro femmine. Dormono a una ventina di metri dal bordo. La luce li sveglia e controvoglia e molto lentamente si alzano per andare a dormire più lontano. Ci muoviamo ancora e di nuovo la guida entra nel bush. Ha visto brillare degli occhi. Ci sussurra che forse è un leopardo. Siamo galvanizzati. Invece si era sbagliato a causa delle dimensioni del felino che intravediamo: è un piccolo di leone. Ce ne sono tre o quattro. C'è anche la madre. Si muovono rapidamente e la jeep gli va dietro.
Insomma, non è molto rassicurante inseguire una leonessa con i cuccioli piccoli, ma la guida sembra sapere il fatto suo. Riusciamo a fotografarli e filmarli. Siamo contenti. Scendiamo dal mezzo tornati al lodge molto soddisfatti.
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Ma non è finita: io e Mau andiamo nell'alloggio per fare una doccia, mentre gli altri vanno alla pozza. Non facciamo in tempo a entrare sotto l'acqua che Lisa ci viene a chiamare trafelata: -"Presto, presto, ci sono i rinoceronti alla pozza"-. Infatti ce ne sono 5 e ne arrivano ancora. Otto, alla fine sono otto. Bevono, fanno il bagno, i più giovani si scontrano con i corni. Insomma danno spettacolo. Arrivano anche un elefante e una giraffa che si mette a bere. Alle due del mattino decidiamo di andare a dormire qualche ora.
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Il 28 settembre, molto assonnati, dopo aver fatto benzina al distributore del lodge, percorriamo i 140 km. di sterrato per uscire da Etosha dal Von Lindequist Gate, dopo Namutoni, molto soddisfatti, abbiamo visto 4 dei big five, cioè il massimo di Etosha, visto che i bufali non ci sono. Usciti dal parco è tutta strada asfaltata, 440 km. prima sulla B1 fino a Tsumeb, poi sulla C42 fino a Grootfontein e poi la B8 verso nord fino a Rundu. La strada è buona, il traffico inesistente. Bellissime fattorie circondate da alberi fioriti di un viola tenue ci mostrano un paesaggio molto bucolico. Ci appare un'Africa molto diversa da quella delle cronache, moderna e lontana dalle scene di miseria dei telegiornali. Ci fermiamo alla periferia di Grootfontein. Un bel centro commerciale con tanto di lavaggio auto. Ne approfittiamo per far riemergere dal fango il nostro combi Caravel WV. Mangiamo un'ottima bistecca di manzo con patatine fritte da Wimpy, si avete capito bene, Wimpy, la catena di fast food. Fuori è tutto un via vai di studenti e alunni con la loro divisa della varie scuole. Ci diciamo che la Namibia è proprio una specie di Svizzera. Ripercorriamo il bel viale a 4 corsie con tanto di palme nello spartitraffico e usciamo dalla cittadina. Ancora fattorie molto belle. Poi, Verso Mururani, dove si entra nella provincia del Kavango, un ceck-point veterinario (sic) con il solito cancello che sbarra la strada.
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Documenti, da dove venite, dove andate. Aprono il cancello e di là... una specie di inferno. Non è il telegiornale. Il cancello separa in pochi metri due mondi. Capanne di legno e paglia circondate da uno steccato che sono le vere ed uniche abitazioni della gente. La povertà la si tocca anche stando in auto e viaggiando a 100 all'ora. Teorie di donne e ragazzini con taniche di plastica che probabilmente fanno anche diversi km. per andare a prendere l'acqua nei pochi punti dove qualche progetto umanitario ha scavato un pozzo e messo una pompa. Man mano che arriviamo alla periferia di Rundu ci appare ancora di più la drammaticità della situazione.
Cerchiamo il nostro lodge, il n'Kuazi (http://www.namibweb.com/nkwazi.htm) dove saremo in BDD.
Ci sono i cartelli, ma la strada diventa una vera pista sabbiosa e il combi slitta e per un paio di km. procediamo con un po' di preoccupazione. Dobbiamo anche chiedere perchè la pista si biforca e non ci sono cartelli, scopriremo poi che le due strade si riuniscono. Una gentile ragazzina ci dice di andare sempre avanti. Finalmente arriviamo. Il lodge è carino, con costruzioni tipiche, chalet dal tetto di paglia spiovente spaziose e buon mobili. C'è la corrente, anche se si pensa che ad una certa ora stacchino il generatore perchè ci sono una lampada a batteria e dei lumi a petrolio. Il tutto sulla riva del fiume Kavango che segna il confine con l'Angola. Abbondo con il repellente per zanzare, anche se devo dire che non ne abbiamo viste molte, e prima di cena ci godiamo uno spettacolo di tamburi e ballo fatto da giovani che la sig.ra Valerie, che gestisce il lodge, aiuta per avere una vita meno misera. Il ricavato del prezzo per lo spettacolo, 4 euro, vanno infatti a sostegno di progetti per gli orfani.
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La mattina del 29 settembre ci svegliamo che tuona in lontananza e i rombi si avvicinano. Ci prende la paura della pioggia che trasformerebbe la pista in fango. Mai fatto tanto in fretta per ripartire. Dobbiamo fare 600 km. tutti asfaltati per arrivare a Kasane in Botswana. Percorriamo tutta la B8 che attraversa tutta la striscia del Caprivi quasi sempre sotto la pioggia. D'altronde è il periodo in cui dovrebbe cominciare la stagione delle piccole piogge. Ai margini della strada vediamo ancora minuscoli villaggi di capanne e fango e teorie di persone che vanno a prendere l'aqcua. Ci rendiamo conto di quanto queste provincie siano abbandonate. Viaggiamo verso Katima Mulilo e poi verso il border con il Botswana a Ngoma Bridge. Dobbiamo arrivare prima delle 18:00, perchè a quell'ora gli uffici chiudono. Le formalità doganali sono abbastanza spedite, solo ogni volta è più complicato registrare il veicolo che far controllare i passaporti.
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Nota
: se avete un mezzo a noleggio e siete in self drive, conservate i documenti dell'auto gelosamente, soprattutto quelli consegnativi dal noleggiatore se potete fatene copia, perchè se li perdete penso che nascano enormi problemi.
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Ma è l'ultima volta che dobbiamo registrare la macchina, a Kasane la lasceremo all'aereoporto e da lì gli spostamenti li faremo con delle navette degli alberghi o della UTc. La riconsegna dell'auto è veloce, cerchiamo di mascherare un po' le magagne, risistemiamo tutto quello che si è staccato a causa delle vibrazioni, ma non riusciamo a nascondere la mancanza dei due copricerchione, l'addetto ne prende nota, ma tanto dovremmo essere coperti dall'assicurazione. La navetta del lodge arriva quasi subito, l'ha chiamata l'addetto dell'AVIS, consegniamo il voucher e in una ventina di minuti ci portano al Kubu Lodge (www.kubulodge.net) dove staremo 2 notti in DBB.
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Il lodge ha un bellissimo parco, smette di piovere e giriamo un poco, gli chalet sono immersi tra alti alberi fioriti e il ristorante ha una magnifica terrazza che guarda il fiume Chobe. C'è anche un piccolo negozio e ne approfittiamo per acquistare un po' di gingilli. Cominciamo a spendere i dollari USD che avevamo portato, in Botswana e in Zimbabwe sono la valuta che preferiscono, soprattutto nello Zimbabwe. Inoltre prenotiamo i games per l'indomani: safari nel parco Chobe la mattina e gita in barca sul fiume al pomeriggio. Alle 09:00 del 30 settembre, ci vengono a prendere con una jeep scoperta che ci porta dentro al Chobe National Park. Avvistiamo subito un bel bufalo e così abbiamo completato i Big Five. Poi kudu maschi, facoceri intenti a scavare tuberi e antilopi. La jeep si inoltra nel parco su piste sabbiose che richiedono abilità per guidare, la guida si spinge fin sulla riva del fiume e vediamo coccodrilli e in lontananza ippopotami. Ci dice che gli elefanti sono all'interno perchè ha piovuto e pensano che si siano riempite le pozze dove si forma il fango di cui vanno pazzi. Infatti rientrati nella boscaglia (qui non c'è il bush, ma una vera foresta) ne avvistiamo diversi branchi che stanno tornando al fiume, perchè la pioggia non ce l'ha fatta a riempire le pozze. Un branco ci sbarra la strada, ci dobbiamo fermare e il driver lo fa talmente vicino ad un pachiderma che quasi se allungasse la proboscide, potrebbe toccarci. Meno male che non ci sono maschi. Non nascondo che un pò di effetto ce lo ha fatto. Gli elefanti se ne vanno ed anche noi usciamo dal parco. Mangiamo al ristorante del lodge, non bene, ma la location è notevole e la spesa nei parametri. Alle 15:00 ci viene a prendere una navetta per portarci all'imbarcadero dove partono le escursioni sul fiume. Saliamo su di una lancia e avvistiamo subito gli ippopotami. Ce ne sono tantissimi, a bagno, sotto, l'acqua, sulle rive degli isolotti. Ci spiegano che sono gli animali più pericolosi d'Africa, quelli che tutti gli anni fanno più vittime di tutti gli altri animali, anche dei predatori. Sono molto territoriali e anche le guide se ne tengono a distanza perchè possono rovesciare le barche e con un morso sono capaci di spezzare in due una canoa di legno. Purtroppo come avevamo già capito, è iniziata la stagione delle pioggie, o meglio ci sono le prime avvisaglie. Infatti inizia a piovere e il telone della barca non basta a coprirci tutti. Meno male che cessa quasi subito, ma di sole manco a parlarne. Peccato perchè il fiume Chobe è famoso per i suoi tramonti. Rientriamo e ceniamo nel lodge e, all'incontrario che per i pranzi, per le cene tutto si trasforma, cameriere al tavolo, ottima apparecchiatura e anche il cibo è discreto. Molto puntuale, la mattina dopo, 1 ottobre, la navetta della UTc ci viene a prendere per trasferirci in Zimbabwe. Consegniamo il solito Voucher e facciamo la consueta sosta al border. Le formalità sarebbero anche rapide, la cosa principale è avere i 30 $ USA per pagare il visto, ma per una frazione di secondo ci precede un nutrito gruppo di Sudafricani in gita e ci va via una mezz'ora abbondante.
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Nota
: lo Zimbabwe è un paese poverissimo, con un enorme problema che lo rende ancora più povero. Ha un'inflazione altissima, oltre il 1000%, tanto che emette banconote da mille milioni di dollari dello Zimbabwe. Naturalmente è carta straccia. Accettano soprattutto i $ USA, ma anche Euro, Rand, basta che non sia la loro moneta.
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L'Amadeus Garden Guesthouse (www.amadeusgarden.com) è carino, funzionale, certamente non all'altezza degli ultimi lodge, ma in compenso vi si possono prenotare tutte le attività che offrono Victoria Falls e la zona dello Zambesi River. Prenotiamo per lo stesso pomeriggio tre "full day adrenaline", una combinazione di tre salti (flying fox, zip line e gorge swing) per me , Lisa e Mau per 105 $ USA a testa e chiediamo se Tami può fare magari la Flying fox nonostante il gesso. Prenotiamo anche il rafting full-day per l'indomani, sempre io, Lisa e Mau, costo 110 $ USA a testa compresi trasferimento e lunch. L'albergo fa solo le colazioni e qualche toast per il pranzo, mentre per cena dobbiamo per forza andare fuori, così ci facciamo prenotare in un ristorante tipico in un lodge a pochi km. di distanza. Concordiamo che tutti gli spostamenti extra li faremo con la navetta dell'albergo per 15 $ a tratta andata e ritorno per tutto il gruppo. Si dimostrerà comodissimo, ci lasceranno dove vogliamo e ci verranno a riprendere all'ora stabilita puntualissimi. Mangiamo i panini e ci portano sul bordo del gorge, cioè il baratro, che si apre sullo Zambesi. E' una ferita della terra con le pareti a picco, profonda oltre cento metri, sul cui fondo scorre il fiume e di cui vediamo un paio di rapide. Sul bordo hanno costruito un centro di servizio e delle piattaforme. Facciamo la solita riunione dove ci spiegano tutto e ci imbracano con le cinture di sicurezza.
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Ci conducono sulla prima piattaforma. Un cavo d'acciaio traversa tutta la gola, in leggera pendenza, ti ci agganciano e devi prendere una piccola rincorsa e lasciarti andare a braccia aperte come se volassi, a cento metri di altezza con il vuoto sotto. Fa un certo effetto, anche se è divertente e semplice. Tanto che lo fanno fare anche a Tami che vola con il braccino ingessato in maniera perfetta. Questo è il flying fox.



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Seconda piattaforma. Ci sono una serie di cavi che sono tesi attraverso la gola con una discreta pendenza. Ti agganciano che stai quasi seduto appeso a delle carrucole. Ti lasciano andare e vai giù a 50 km. l'ora. Divertentissimo. Anche questo lo fanno fare pure a Tami. E' la zip-line.
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Ultimo. C'è un trampolino sospeso nel vuoto a 103 metri. Ti mettono la doppia imbracatura e ti agganciano ai moschettoni sul davanti. Devi andare in cima al trampolino e lanciarti nel vuoto appeso alla corda che poi scivola su di un cavo e ti fa fare il pendolo. E' il gorge swing. Una specie di bungee jamp dove, invece che per i piedi, sei legato in vita. Mi tocca per primo e quando arrivo sul bordo mi prende il panico, non me la sento e così rinuncio, tra la presa in giro di tutti, ma non me ne può importare di meno. Invece Lisa e Mau si lanciano e, penso, deve essere un'emozione fortissima. Ma non mi pento di aver rinunciato e di aver fatto in cambio un'altra zip line in tandem con Tami.
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La sera, ancora pieni di adrenalina, andiamo al ristorante del Victoria Falls Safari Lodge (www.victoria-falls-safari-lodge.com) dove prenotato. E' molto chic, una costruzione tipica africana, tutta in legno, a più piani, dove si può mangiare a buffet per 40 $ compreso uno spettacolo, o alla carta. Abbiamo scelto alla carta e ci fanno accomodare sulla terrazza da dove si vede la pozza dove vanno ad abbeverarsi gli animali. Nel menu ci sono diversi game, così assaggiamo il coccodrillo che ha il sapore delle rane ed è molto buono e il facocero che è altrettanto buono. Spendiamo meno di 30 euro a persona.
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.La mattina del 2 ottobre, io, Mau e Lisa, partiamo alle 07:00 per il rafting, mentre gli altri andranno a fare spese a Victoria e a visitare le cascate. Solita riunione, cosa si deve fare se cadiamo in acqua, come si indossa il corpetto salvagente, ecc. La prima cosa pericolosa è la discesa. I famosi 100 metri su scalette fatiscenti e sentieri ripidi. Si arriva all'acqua, si formano gli equipaggi e si fanno alcune prove sui gommoni di come si deve remare. Lo scorcio panoramico è notevole. Si intravede una parte di cascata e le pareti a picco sono suggestive.
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Partenza. Faremo 23 rapide, di cui due di classe 5, alcune classe 4 e poi 3 e 3+.
Avevamo già fatto un rafting sul Colorado negli USA, ma questo è altra cosa. Le rapide non sono molto lunghe, ma veramente violente. Con dei gradini che sembrano inghiottirti. Su entrambe le classi 5 ci rovesciamo e non c'è altro che aspettare che la
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puoi scaricare il video completo (2,80 GB) da eMule: digita: [Film viaggio] Africa Australe. Namibia. Safari cerca su Globale (server)
Puoi anche vedere il video completo del rafting in HD su YouTube cliccando sul seguente link http://www.youtube.com/watch?v=zz5D9VLtROk
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corrente ci porti fuori e trattenere il respiro quando le onde ti buttano sotto, soprattutto alla n° 8, Midnight Diner, passano diversi secondi che sembrano un'eternità.
In realtà rischi grossi non ce ne sono. E' tutto organizzato molto bene. Ci sono gommoni di appoggio che seguono e ogni gommone ha al seguito un kaiak che accorre subito se uno si trova in serie difficoltà. Tra l'altro i vogatori dei kaiak sono bravissimi, fanno delle cose sulle onde incredibili. E poi il fiume è molto profondo, il rischio rocce quasi inesistente. E le guide molto responsabili, tant'è che la rapida n° 9, di classe 6, non ce la fanno fare, la aggiriamo a piedi. Fatte le prime 11 rapide, approdiamo in una baietta che sembra la location di un film tipo Laguna Blu: spiaggia bianca caraibica, acqua trasparente, incredibile. Mangiamo e quelli del full day proseguono. Le restanti rapide sono, se si può dire, "tranquille", non ci rovesciamo più, ma un paio di volte cadiamo in acqua. Esperienza travolgente, non solo per le rapide, ma anche il panorama è superbo, picchi e gole, anse con spiaggette bianche, qualche coccodrillo (non stanno nelle rapide), lodge che si affacciano in alto sul bordo della gola. Ma non è finita. Per risalire si devono fare i "maledetti" 100 metri in salita, su per gradini scavati nella roccia e nella terra. Sotto un sole implaccabile (giornata stupenda, la migliore da che siamo in Africa) delle tre e mezza del pomeriggio. Avremo dolori alle gambe per tre o quattro giorni. Raggiunta la cima c'è un ristoro e una serie di bancarelle che vendono prodotti tipici, statuine in legno di tutte le dimensioni che riproducono animali e persone. Tocchiamo con mano la povertà. Chiedono le scarpe, le magliette, persino gli asciugamani, in cambio ti offrono sconti e addirittura il baratto alla pari con la loro merce. Regalo le mie scarpe che tanto avrei gettato. Mau ottiene uno sconto per le sue e un rinocerontino omaggio. Averlo saputo alleggerivo le valige di tanta roba inutile che ho portato. Torniamo in albergo e ormai è troppo tardi per andare a vedere le cascate. Infatti il parco chiude alle 18:00 e per fare il percorso completo ci vogliono un paio d'ore. La sera torniamo a cena al ristorante già sperimentato.
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La mattina del 3 ottobre, alle 4:00 mi sveglia il rumore della pioggia. Spero che sia solo uno scroscio, ma purtroppo pioverà tutta la mattina, con delle interruzioni che ci permetterrano di visitare le cascate, ma il il sole non si farà mai vivo e questo comprometterà il risultato fotografico, anche se riesco a fermare un leggero arcobaleno che appare per un attimo. Come sempre puntuali, la navetta dell'UTc alle 11,15 ci porterà all'aereoporto. Sono passati 20 giorni e ne abbiamo viste e fatte di cose. E ci aspetta un'ultima sorpresa: Il volo da Victoria a Johannesburg ha fatto overbooking e a me, Tami, Mario e Italia toccano posti in prima classe. Non l'avevamo mai provato. Pasti espresso, carne di manzo morbidissima, piatti di ceramica e posate vere, compreso bicchieri di cristallo e hostes sempre a disposizione, per l'invidia degli altri quattro. Un'ultima cosa. Nell'aereoporto di Johannesburg dove dobbiamo sostare alcune ore, nell'area beauty free, c'è un negozio fantastico, African Eco, molto grande, dove vendono di tutto per quanto riguarda i souvenir. Articoli molto belli, ben rifiniti e con prezzi migliori che sulle bancarelle. Ci pentiamo di aver già acquistato quasi tutto. Il resto è cronaca a ritroso dell'andandata. Ma ormai si parla già di dove andare il prossimo viaggio.
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Rientriamo a Pisa il 4 ottobre.
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FINE.
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Notizie utili in pillole:
Organizzazione: Eagles Rock Tours & Safaris di Windhoek in Namibia. http://www.eaglesrock.com/

Noleggio auto: WV Caravel Combi agenzia AVIS di Cape Town. Otto comodi posti. Doppia ruota di scorta. Assicurazione Full Coverage, comprese ruote e vetri tramite l'agenzia sopra (l'auto va restituita con il pieno, così come viene consegnata, o c'è l'addebito).

Spese vive (per persona): 1118 Euro per i voli BA. - 1710 Euro servizi a terra (auto, lodge 18 pernottamenti BB con 9 cene) e trasferimenti - Gasolio 50 Euro ca. - pasti liberi mediamente sotto i 10 euro a pasto - assicurazione viaggio insurance bookers (http://www.insurancebookers.it/) 52 Euro, comprensiva di annullamento e bagagli.

Spese extra (per persona): difficilmente quantificabili con esattezza. Le più importanti:shark diving 140 Euro - sand boarding 25 euro down /35 up - quad 50 euro - rafting 110 $ USA - salti 105 $ USA - DVD delle attività mediamente 30 euro a DVD - game nel Chobe e boat cruise 60 euro - visti 30 $ USA in Zimbabwe .

Ingressi ai parchi: Capo di Buona Speranza 6 euro - parco pinguini di Boulders 5 euro - Cape Cross 5 euro - Twyfelfontain 5 euro - Etosha 8 euro al giorno più 1 euro per l'auto - Cascate Vittoria 20 $ USA.

Cambio valuta
: Rand: 1 euro = 11 R. ca. / $ Namibiani: 1 euro = 11 $ ca. / Pula (Botswana) 1 euro = 9 P. ca. / $ Zimbabwe = non accettati, solo valuta estera, con preferenza $ USA. -
Noi per comodità pensavamo sempre a 1:10 ; 100 Rand = 10 Euro.
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Nota: in Namibia cercate sempre di avere Rand o $ Nam. perchè non accettano altro. Il cambio lo fanno solo nelle banche. I distributori di carburante difficilmente accettano la carta di credito e non cambiano valuta. Ad Etosha io ho avuto problemi con la carta di credito a causa delle loro linee telefoniche e mi sono trovato in difficoltà perchè ero a corto di Rand e $ Nam. E' da tener presente che i Rand SA sono moneta corrente in Namibia valutati alla pari con la loro moneta. Solo che i Rand potete ricambiarli in euro e i $ Nam no
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Accorgimenti sanitari: non sono richieste vaccinazioni. Noi come sempre abbiamo fatto quella per la diarrea del viaggiatore (colera), ma è un'abitudine nostra. E' consigliata la profilassi antimalarica. Noi abbiamo fatto il Lariam. A partire da 7 gg. prima dell'ingresso nelle zone sospette (da Epupa Falls), praticamente prima pillola a Cape Town. Soprattutto eravamo forniti di repellenti, tipo Autan Plus concentrazione 20 di principio attivo. In più spruzzavo le zanzariere di insetticida al piretro prima di andare a cena.

Per telefonare:
attivare una SIM in Sudafrica o in Namibia è semplicissimo e conveniente. MTN Mobile in Sudafrica e MTC in Namibia. Anche le carte internazionali prepagate sono convenienti. Telefonare con questi operatori costa molto meno che con i cellulari in roaming con SIM italiana..
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Numeri utili:
emergenze Sudafrica: polizia 10111 / ambulanze 10177 - emergenze Namibia: polizia 10111 / ambulanze 211111 - emergenze Zimbabwe: polizia 999 / pronto soccorso 999
Ambasciate:
Sudafrica: Ambasciata d'Italia, Pretoria - 796 George Avenue - 0083 Arcadia - tel. 0027 (12) 42 30 000 -- Consolato Italiano a Cape Town: 2 Grey's Pass, Gardens - Tel. 0027 (21) 48 73 900 - consolato.capetown@esteri.it
Namibia: Console Italiano a Windhoek: 1 Anna Sreet - Ludvigsdorf - tel. 00264 (0) 61 228602 - ambitwin@iafrica.com.na
Per il Botswana e lo Zimbabwe consultare il sito del Ministero degli Esteri http://www.esteri.it/ - Consultare comunque sempre il sito per gli aggiornamenti.
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Ricordatevi di registrarvi sul sito www.dovesiamonelmondo.it .


per vedere altre foto scorri giù o clicca qui: http://omarmagazine.blogspot.com/2009/10/africa-australe-solo-foto.html


Inoltre, se vuoi, puoi scaricare il filmato completo del viaggio (2,80GB) da eMule. Cerca: [Film Viaggio] Africa Australe. Namibia. Safari (ricerca su Globale Server)





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